Alcune cause di maculopatia senile

Evitare ed eliminare il ferro in eccesso per ridurre il rischio di maculopatia

Il ferro è in genere considerato solo come un elemento benefico; ed in effetti è indispensabile per la vita. Deve però essere presente nella giusta quantità perchè un eccesso di ferro è altrettanto dannoso quanto una carenza. Nel mio sito (www.saluteglobale.com) tratto diffusamente l’argomento.
Ricercatori del Medical College of Georgia negli Stati Uniti stanno ora approfondendo i collegamenti tra l’emocromatosi (una malattia sottodiagnosticata che porta all’accumulo di ferro nell’organismo), e la degenerazione maculare: “The most common – and under-diagnosed – genetic disease in humans just may be a cause of the worst form of macular degeneration, Medical College of Georgia researchers report”
Se la loro ipotesi risultasse ulteriormente confermata, evitare le peggiori conseguenze dell’accumulo di ferro, come appunto quelle sulla vista, potrebbe essere così facile come donare regolarmente sangue, per smaltire il ferro in eccesso, ha osservato il Dr. Vadivel Ganapathy, presidente della MCG School of Medicine Department of Biochemistry and Molecular Biology.

Viene in genere assorbito il 10% del ferro contenuto negli alimenti consumati, e l’organismo  ha ben pochi mezzi per smaltire il ferro in eccesso che, anche in chi non soffre di emocromatosi ma consuma una dieta troppo ricca di ferro ed integratori, può con gli anni accumularsi a livelli pericolosi. I sintomi di un eccesso di ferro consistono in stanchezza, dolori, mancanza di energia, problemi gastrici e di circolazione. Si tratta indubbiamente di sintomi molto comuni, che possono dipendere da molti altri problemi di salute, e spesso l’eccesso di ferro non provoca sintomi. Consiglio pertanto di non prendere integratori a base di ferro se non dopo averne accertato l’effettiva carenza. Ed una diagnosi di anemia non comporta necessariamente una carenza di ferro, perchè l’anemia può essere causata anche da carenza vit. B12. Occorre un’analisi dell’ammontare di ferritina nel siero. Se risulta in eccesso, nei casi più gravi è necessaria una terapia con medicinali specifici, mentre in casi più lievi bastano donazioni periodiche di sangue e terapie chelanti-disintossicanti meno aggressive.

La luce blu provoca maculopatia

Che la luce solare, in quantità non esagerata (ed ovviamente dalla fonte naturale e non da apparecchi abbronzanti vari) sia benefica è un fatto noto (ed è noto tra l’altro che prima della scoperta di medicinali efficaci, la tubercolosi veniva curata anche con l’esposizione alla luce del sole), ma anche qui l’esagerazione fa male.
Una esposizione troppo lunga, ad una luce troppo intensa, in particolare se riflessa da mare/ghiaccio/neve, può essere pericolosa per la vista, soprattutto per le persone già alle prese con problema di maculopatia.
Un recente studio su larga scala, lo “European Eye Study”, (ved. Arch Opthalmol. 2008; 126(10); 1396-1403) condotto su ben 4753 persone di eta’ superiore a 65 anni, è arrivato alla conclusione che, sebbene i raggi UV della luce solare siano in gran parte assorbiti dalla cornea, la retina rimane esposta alla frazione di raggi blu, i quali generano ossigeno reattivo per cui la retina, in mancanza di sufficienti sostanze antiossidanti, rimane danneggiata.
Lo studio ha quindi constatato l’esistenza di una correlazione univoca tra la degenerazione maculare collegata all’età da una parte, e l’esposizione alla luce solare e la mancanza di sostanze antiossidanti (luteina, zeaxantina ed altre) dall’altra.
Se questa è la situazione per la luce solare, anche per la luce artificiale in casa c’è poco da stare allegri! Sia le lampade al neon che le moderne lampadine ora raccomandate per il loro basso consumo di energia elettrica, emettono una luce che ha un’alta prevalenza di raggi nella zona blu dello spettro, e l’effetto dannoso per gli occhi di questi raggi blu è stato provato da una lunga serie di studi, molti dei quali anche di vecchia data (ved. ad es. “Age-related maculopathy and the impact of blue light hazard” su Acta Ophtalmologica Scandinavica, 84, H.1, pag.4-15).
E purtroppo anche gli schermi eleganti ed ultrapiatti dei moderni computer e televisori, pur preferibili a quelli antichi, emanano anch’essi una buona razione di questi pericolosi raggi blu.
Che fare? Innanzitutto sono da preferire le classiche “normali” lampadine, finche’ si trovano, (sono infatti in via di ritiro dal commercio perchè consumano più energia elettrica ) e poi, soprattutto se per motivi professionali o altri, si è costretti a passare molte ore davanti allo schermo del computer, conviene proteggere gli occhi con delle lenti di colore giallo, che filtrano e trattengono i raggi blu. E infine, è bene, d’accordo con il proprio medico curante, fare attenzione a prendere una quantità sufficiente di integratori con sostanze antiossidanti.

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